Giornata mondiale dei poveri: “La speranza dei poveri non sarà mai delusa”

«A volte basta poco per restituire speranza: basta fermarsi, sorridere, ascoltare. I poveri ci salvano perché ci permettono di incontrare il volto di Gesù Cristo». Queste parole di papa Francesco per la terza Giornata mondiale dei poveri, hanno ispirato il convegno diocesano organizzato dalla Caritas ad Osimo venerdì 15 novembre, nella Sala Bocchetti della Basilica di san Giuseppe da Copertino.

Il tema di quest’anno scelto dal Pontefice per la Giornata mondiale dei poveri che si celebrerà domenica 17 novembre, trae spunto dal Salmo 9,19 “La speranza dei poveri non sarà mai delusa”. L’arcidiocesi di Ancona-Osimo ha così deciso di celebrare questa giornata con diversi appuntamenti, dal 15 al 17 novembre, a partire dal convegno organizzato ad Osimo, a cui sono stati invitati Paolo Ramonda, presidente dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, e Giuseppe Dardes, responsabile formazione fio.PSD (Federazione italiana organismi per le persone senza dimora). La conclusione è stata affidata a mons. Angelo Spina, arcivescovo metropolita di Ancona-Osimo. «Da tre anni – ha sottolineato Simone Breccia, direttore della Caritas diocesana – i messaggi del Santo Padre per la Giornata mondiale dei poveri, nata al termine del Giubileo della Misericordia, rappresentano un’occasione per sensibilizzare e animare il nostro territorio e la nostra comunità a nuove forme di incontro e prossimità con i poveri. Il messaggio di quest’anno “La speranza dei poveri non sarà mai delusa” ci ha interpellati e spinti a realizzare  anche questo incontro pubblico, aperto alla cittadinanza».

Paolo Ramonda ha raccontato l’esperienza della Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi. «La comunità è nata 50 anni fa – ha detto – con le prime Case famiglia che accoglievano i ragazzi orfani con grave disabilità. L’intuizione di don Oreste Benzi è stata quella di dare un papà e una mamma, dare una famiglia a questi ragazzi e di farli uscire dagli istituti. In questi anni abbiamo cercato di donare un cuore che ama, un cuore di padre e madre. Andando per la strada abbiamo incontrato tantissimi giovani schiavi da varie dipendenze e proposto loro di uscirne e sono nate così le prime comunità terapeutiche. Poi è iniziata l’esperienza in terra di missione nel 1986 e oggi la comunità è presente in 45 paesi nel mondo. In questi anni abbiamo capito che dobbiamo vivere con i poveri, non solo fare assistenza e dare loro delle cose. I poveri devono essere parte del popolo, parte di una comunità. Abbiamo tanto da imparare da loro e poi tanto da restituire perché quello che manca loro è forse quello che noi tratteniamo in più».

Giuseppe Dardes ha spiegato che «la fio.PSD è una associazione che persegue finalità di solidarietà sociale nell’ambito della grave emarginazione adulta e delle persone senza dimora. Si occupa di formazione, supporto e accompagnamento sia per le associazioni e le cooperative, ma anche per gli enti pubblici che aderiscono. La federazione ha quindi il compito di migliorare la qualità e l’organizzazione dei servizi per le persone senza dimora. In particolare negli ultimi anni stiamo lavorando sul progetto innovativo “Housing First”, che prevede l’accoglienza delle persone senza dimora direttamente in casa, in appartamenti che mettiamo a disposizione, e con loro costruiamo dei percorsi di inclusione sociale. Oggi tantissime persone vivono situazioni complesse, dai bisogni di assistenza sanitaria alla dipendenza di sostanze stupefacenti, fino alla mancanza di un lavoro e di una casa, e uno dei problemi più grandi è la solitudine. È, dunque, importante, che la comunità si mobiliti e cerchi di supportare queste vite ferite».

L’arcivescovo Angelo Spina ha sottolineato che gli «ultimi ci invitano a vivere il Vangelo in modo concreto, non solo a parole» e ha riportato alcuni passi della riflessione di papa Francesco per la Giornata mondiale dei poveri: «I poveri prima di tutto hanno bisogno di Dio, del suo amore reso visibile da persone sante che vivono accanto a loro, le quali nella semplicità della loro vita esprimono e fanno emergere la forza dell’amore cristiano. Dio si serve di tante strade e di infiniti strumenti per raggiungere il cuore delle persone. Certo, i poveri si avvicinano a noi anche perché stiamo distribuendo loro il cibo, ma ciò di cui hanno veramente bisogno va oltre il piatto caldo o il panino che offriamo. I poveri hanno bisogno delle nostre mani per essere risollevati, dei nostri cuori per sentire di nuovo il calore dell’affetto, della nostra presenza per superare la solitudine. Hanno bisogno di amore, semplicemente. I poveri non sono numeri a cui appellarsi per vantare opere e progetti. I poveri sono persone a cui andare incontro: sono giovani e anziani soli da invitare a casa per condividere il pasto; uomini, donne e bambini che attendono una parola amica. I poveri ci salvano perché ci permettono di incontrare il volto di Gesù Cristo».

Di seguito la riflessione integrale dell’arcivescovo Angelo Spina, in occasione della Giornata mondiale dei poveri 2019.

Riflessione Mons. Angelo Spina – Giornata del Povero 2019

 

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