“Noi siamo pace” – Testimonianza di speranza dall’Ucraina

Si è svolto venerdì 13 febbraio, presso il Pontificio Seminario Marchigiano, il terzo appuntamento dell’ottava edizione di “Noi siamo pace”, dal titolo “Testimonianza di speranza dall’Ucraina”.

L’iniziativa, promossa dall’Arcidiocesi di Ancona-Osimo e dalla Caritas Ancona-Osimo, ha rappresentato un momento intenso di ascolto e condivisione, grazie alla presenza di una delegazione di Caritas Kyiv, ospite della nostra diocesi nell’ambito del gemellaggio proposto da Caritas Italiana.
A dialogare con la delegazione sono stati Laura Stopponi, dell’Ufficio Europa di Caritas Italiana, e Angelo Moretti, portavoce del MEAN – Movimento Europeo di Azione Nonviolenta.

La delegazione ucraina era composta da:
p. Roman Syrotych, sacerdote dell’Arcieparchia di Kyiv della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina e direttore dell’Organizzazione Caritativa “Fondazione Caritativa Caritas-Kyiv”;
Alla Kochubei, vicedirettrice della Fondazione;
Iryna Boiko, vicedirettrice della Fondazione Caritativa Caritas-Kyiv.

Angelo Moretti del Mean, che presto tornerà in Ucraina, ci ha raccontato che le loro missioni in Ucraina non sono state soltanto consegni di aiuti umanitari, ma presenza e vicinanza con i cittadini delle città l più colpite.
Laura Stopponi ha ricordato l’impegno fin da subito di tutta la rete Caritas a supporto della caritas ucraine, attraverso anche un accompagnamento allo sviluppo e alla resilienza delle comunità.

Particolarmente toccante è stata la testimonianza di p. Roman Syrotych, che ha raccontato la situazione attuale a Kyiv e in molte altre zone del Paese, mostrando fotografie che documentano le ferite lasciate dalla guerra ma anche i volti concreti delle persone accompagnate ogni giorno dalla Caritas. Le immagini hanno restituito la drammaticità delle distruzioni, ma soprattutto la forza silenziosa di una comunità che non smette di prendersi cura dei più fragili.
Padre Roman ha evidenziato come, proprio nel tempo della prova, la Caritas locale sia cresciuta in modo significativo. Accanto alle difficoltà, infatti, è fiorito un impegno straordinario: tante persone si sono rese disponibili, nuovi volontari si sono uniti all’opera caritativa, giovani e adulti hanno scelto di mettere a disposizione tempo, competenze ed energie per sostenere chi ha perso casa, lavoro o affetti. Una crescita non solo numerica, ma anche spirituale e comunitaria, segno di una Chiesa che si fa prossima e che trasforma il dolore in occasione di solidarietà.

Le conclusioni sono state affidate a monsignor Angelo Spina, arcivescovo dela Diocesi di Ancona-Osimo, che ha sottolineato come la pace si costruisca attraverso relazioni concrete tra Chiese sorelle, capaci di sostenersi reciprocamente nella prova. Il gemellaggio sostenuto da Caritas Italiana diventa così un segno tangibile di comunione e corresponsabilità ecclesiale.

L’incontro è stato un’occasione preziosa per ascoltare, comprendere e lasciarsi interrogare. Perché la pace non è solo un ideale, ma una scelta quotidiana che nasce dall’ascolto, si nutre di solidarietà e diventa concreta quando ciascuno decide di prendersi cura dell’altro.